<

Homelimpiadi…la pedana in soggiorno

Homelimpiadi…la pedana in soggiorno

Abbiamo sistemato il telefonino sul cavalletto e messo lo scotch carta sul parquet per evitare che i piedi o le braccia uscissero dall’inquadratura. Poi abbiamo fissato il cursore sul punto esatto in cui la musica sarebbe dovuta partire. Abbiamo inserito il codice collegamento su webex e atteso la chiamata dei giudici. La coda ben tirata, le mezze punte, la canotta della squadra al posto del body luccicante, incautamente consegnato alla sarta una settimana prima dello stop. Così la fanciulla ha eseguito il suo esercizio mentre i giudici la osservavano attraverso la telecamera e. E mentre con un occhio non perdeva di vista la giuria, con l’altro misurava le distanze da sedie e divano, perchè si sa, il soggiorno non è la pedana. E dunque ci vuole destrezza e anche un briciolo d’ironia a convertirlo in una palestra dove eseguire passè, salti e giravolte.

Le Homelimpiadi, promosse dal Csi, sono state un’ottima occasione per convincere il selvaggio a sgomberare il pavimento dai suoi giochi. E basterebbe questo a esprimere tutta la nostra gratitudine a chi le ha organizzate. Ma, va da sè, che sarebbe riduttivo. Le Homelimpiadi, infatti, hanno permesso alla fanciulla di vivere due pomeriggi in compagnia delle compagne di squadre e sperimentare, ancora una volta, l’emozione della pedana.

homelimpiadi

L’invito delle allenatrici a partecipare a quest’iniziativa è rimasto senza risposta per qualche giorno prima che decidesse di lanciarsi in quest’avventura. Gli allenamenti online, infatti, seppur attivati molto presto dalla società sportiva, sembravano non riuscire a coinvolgerla, complice la presenza costante del fratello saltellante e la scarsa dimestichezza con un mondo digitale entrato improvvisamente e senza fare troppi complimenti nella sua vita. La gara è servita a rompere il ghiaccio e a riprendere gli allenamenti, trascurati dopo la sospensione delle attività sportive.

Le due domeniche delle Homelimpiadi sono state scandite dal programma di gara: la prova, secondo le indicazioni ricevute dalle istruttrici, il collegamento, l’esercizio in diretta, il naso incollato al telefono per fare il tifo e stringersi intorno alle compagne di squadra. Infine la classifica e le premiazioni. Poi i complimenti e i festeggiamennti in chat, trasformata per l’occasione in uno spogliatoio digitale.

Io di ritmica capisco poco e niente ma non credo sia necessario essere esperti per comprendere che queste gare domestiche non sono paragonabili a quelle che l’emergenza Coronavirus ha costretto a cancellare dal calendario. Eppure sono state un modo per unire a distanza decine di giovani atlete. Compresa la mia piccola ginnasta che da qualche giorno ha ripreso a fare ruote e capovolte e a tirare gambe e braccia qua e là, proprio come faceva fino a qualche mese fa. In attesa di poter tornare in palestra (e recuperare il body coi lustrini).

Rispondi