<

Borgo La Scola, un tuffo nel medioevo

Borgo La Scola, un tuffo nel medioevo

Tutti dicono che una passeggiata a Borgo La Scola equivalga a un tuffo nel passato. Siamo arrivati nel picolo borgo di Grizzana Morandi in un pomeriggio soleggiato e non siamo rimasti delusi. Il borgo con le sue case ben curate, le torri, i fiori e gli scorci sull’appennino è davvero un piccolo gioiello in cui immergersi.

La Scola è considerato uno dei borghi medioevali meglio conservati dell’intero appenino toscoemiliano. Le sue origini risalgono al 1200 quando era un borgo militare posto a difesa del vicino complesso monastico di Montovolo. Successivamente, tra il 1300 e il 1500, i maestri comancini, lavorarono per trasformare le torri e gli edifici militari in case e fienili.

  • Uno scorcio del Borgo La Scola
  • Uno scorcio del Borgo La Scola
  • Uno scorcio del Borgo La Scola
  • Uno scorcio del Borgo La Scola
  • Uno scorcio del Borgo La Scola
  • Uno scorcio del Borgo La Scola
  • Uno scorcio del Borgo La Scola
  • Uno scorcio del Borgo La Scola

Il nome del borgo riflette le sue origini. L’edificio più antico nel 1235 era noto come Sulca, termine usato per indicare un posto di guardia e di vedetta. Il territorio su cui sorge il borgo, infatti, è stato teatro di battaglie tra Franchi e Longobardi.

Se si cammina con il naso all’insù ci si imbatterà sicuramente in un mastodontico cipresso. Alto 25 metri, si stima abbia circa 700 anni.

  • La meridiana di Casa Parisi a Borgo La Scola
  • La meridiana di Casa Parisi a Borgo La Scola
  • La meridiana di casa Bruni a Borgo La scola

Il naso all’insù permetteràanche di osservare la meridiana che abbellisce Casa Parisi. Una seconda meridiana, restaurata qualche anno fa, si trova nella facciata di Casa Bruni. La prima risale al 1700, mentre la seconda al 1600.

Siamo arrivati al Borgo La Scola dopo una visita a Rocchetta Mattei e ci siamo limitati ad una passeggiata tra le vie del borgo ma ci piacerebbe tornare per partecipare a una delle visite guidate organizzate dall’associazione La Sculca.

Uno sguardo sull’Appennino

Nel raggiungere o nel lasciare il borgo, specie se si proviene o si è diretti a Montovolo, vale la pena di fermarsi nel piccolo agglomerato di Campoli. Se dal parcheggio antistante la chiesa si cammina lungo il sentiero si può catturare qualche splendida vista sull’appennino. Per me è stata anche un’ottima occasione per fotografare qualche papavero solitario. Lungo il sentiero ci sono diversi alberi di ciliegie, sarebbe opportuno evitare di cedere alla tentazione di assaggiarle.

In lontananza si scorge un piccolo campanile quasi nascosto da un enorme sasso: si tratta della Chiesa di Vigo.

La nostra giornata in Appennino si è conclusa con la scoperta delle Grotte di Labante con la loro affascinante cascata.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: