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Passeggiata (incompleta) alla Laveria Lamarmora

Passeggiata (incompleta) alla Laveria Lamarmora

La Laveria Lamarmora di Nebida ha sempre esercitato su di me un certo fascino. La prima volta che ho percorso gli oltre 200 gradini che conducono dal belvedere al primo livello della struttura, avevo più o meno 16 anni ed ero in compagnia di un gruppo di amici e amiche. Gli archi di questa costruzione fantasma di fine 800 avevano su di noi un potere d’attrazione quasi magico ed erano il luogo ideale per chi iniziava a cimentarsi con le reflex.

Conservo ancora le foto di quella prima discesa alla Laveria e l’esperienza mi piacque così tanto che la proposi al maritozzo la prima volta che, non ancora tale, venne in Sardegna. Ci spingemmo fin quasi all’antico molo, attracco delle barche per il trasporto del minerale.

La scalinata che collega il Belvedere di Nebida alla Laveria Lamarmora
La scalinata che collega il Belvedere di Nebida alla Laveria Lamarmora

La Laveria Lamarmora sorge poco distante dal centro abitato di Nebida, un tempo fiorente villaggio minerario, al pari di molti altri nel Sulcis. Costruita nel 1897, la laveria serviva per la selezione e il lavaggio del minerale. La “cernita” era un lavoro prettamente femminile e le operaie che lo svolgevano erano chiamate “cernitrici”.

Il fascino della laveria sta innanzitutto nella sua posizione: i diversi edifici che la compongono, infatti, furono costruiti a picco sul mare, verso cui degradano. Il tutto è immerso nel verde dei cespugli di lentischio, nel viola delle rocce che si gettano nel blù del mare, rotto solo dal bianco dei faraglioni.

La laveria Lamarmora
La laveria Lamarmora

I primi due livelli della struttura erano destinati agli impianti di selezione e classificazione dei minerali. Quelli sottostanti erano occupati dai magazzini, dalla macchina a vapore e la sala forni. In basso ci stava il molo. Di fianco due ciminiere. Piombo e zinco venivano portati alla laveria con piccoli vagoni ferroviari e con una teleferica.

Memore del paesaggio e del fascino di avventurarsi tra gli ambienti dismessi negli anni’30, quest’anno ho deciso di far provare anche al trio quest’esperienza. E così, in un caldo tardo pomeriggio di luglio, abbiamo percorso il sentiero e gli scalini che conducono al primo livello della laveria. Il panorama ci ha riempito gli occhi a ogni gradino. Il profumo del lentischio e dell’elicriso, ormai secco, ci hanno fatto pregustare una bella avventura.

La nostra esplorazione, però, si è dovuta arrestare a ridosso del livello più alto della laveria. La struttura, infatti, non versa in buone condizioni ed è stata circondata da una rete di protezione che ne inibisce l’accesso.

Non più attiva dai'30, la Laveria Lamarmora attende di essere ristrutturata e diventare "museo di se stessa"
Non più attiva dai’30, la Laveria Lamarmora attende di essere ristrutturata e diventare “museo di se stessa”

Nel 2010 una delle pareti ha ceduto ma i segni del tempo si stavano facendo sentire da tempo. Più o meno nello stesso periodo si è iniziato a parlare di uno stanziamento di 600.000 euro per il ripristino della struttura. Un lancio Ansa del 2016 parla di 650.000 euro stanziati dal Geoparco, di cui 150.000 destinati ai lavori urgenti. Il 13 settembre del 2017 una nota della Regione annunciava la conclusione positiva della messa in sicurezza d’emergenza. Il che avrebbe dovuto dare il via libera alle successive fasi per il “recupero definitivo del bene, bene fondamentale per il patrimonio di archeologia industriale della Sardegna.” Il sito diventerà “il museo di se stesso” proseguiva la nota, definzione ripresa con entusiasmo e speranza dalla stampa locale.

Qualcuno si dice ottimista. Altri non sembrano nutrire troppe speranze. Molti hanno la propria idea su chi sia responsabile o più responsabile degli altri della situazione. La preoccupazione per lo stato di salute della Laveria, accomuna tutti. Da parte mia, spero nei prossimi anni di poter ammirare non solo il panorama ma anche di potermi addentrare ancora in questo luogo affascinante e carico di storia. Vederlo così fa male anche a chi, come me, ha poca dimestichezza con i retroscena della vicenda.

il tramonto dal Belvedere di Nebida

In ogni caso, dalla scalinata per la Laveria come dal belvedere di Nebida si gode di un’ottima vista su Pan di Zucchero e sull’intera costa. Al tramonto poi, il tutto assume un aspetto fantastico.

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