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I Sassi di Roccamalatina

I Sassi di Roccamalatina

Fino a ieri non conoscevo i Sassi di Roccamalatina, o meglio,quello dei sassi era solo un nome su un cartello turistico tra Modena e Vignola. Una coppia di amici ci ha proposto un trekking con tigelle e, si sa, noi a queste proposte facciamo fatica a resistere. Le tigelle, ovviamente erano ottime, e i sassi, apparentemente estranei all’ambiente circostante, hanno un loro fascino.

I Sassi di Roccamalatina sono delle torri di arenaria alte 70 metri. Queste guglie, degne di un romanzo fantasy o d’avventura, si sono formate in acque profonde almeno 25 milioni di anni fa. Oggi ospitano i nidi dei falchi pellegrini e visitatori in cerca di splendidi panorami, oltre, naturalmente, a tante specie animali e vegetali.

I Sassi di roccamalatina

I Sassi danno il nome all’omonimo parco, una delle aree naturalistiche dei Parchi dell’Emilia Centrale. Il parco si estende per 2300 ettari su cui si snodano 100 chilometri di sentieri tra boschi, castagneti, terreni coltivati e piccoli borghi.

Ci sarebbe piaciuto salire sui sassi, esperienza che sembra regalare un pizzico di avventura e bellissimi panorami. Il sentiero fino alla Croce dei Sassi e quello che si inoltra sulle guglie possono essere percorsi solo con la guida e, ahinoi, le prenotazioni erano al completo.

I Sassi di Roccamalatina nel parco omonimo
I Sassi di Roccamalatina

Parco dei sassi di roccamalatina: l’itinerario numero 3

Rimandata a una visita futura la “salita ai sassi” abbiamo deciso di percorrere l’itinerario numero 3, un percorso ad anello che partendo da Pieve di Trebbio “gira” intorno ai monoliti di arenaria. Il percorso è lungo 8.5 chilometri, ha un dislivello di 344 metri e si percorre in circa 2 ore e mezzo (lunga pausa tigelle esclusa).

Quasi tutto l’anello si percorre su sentieri semplici, spesso all’ombra del bosco. Lungo il percorso si incontra qualche breve salita e qualche altrettanto breve discesa. Il tracciato, sempre ben indicato, offre anche delle belle visuali dei sassi, che fanno capolino tra gli alberi o si stagliano sopra i campi coltivati. In diversi punti l’itinerario costeggia corsi d’acqua su cui sorgevano il Mulino della Riva e quello delle Vallecchie.

La carbonaia

Io ho trovato molto grazioso il piccolo Oratorio della Madonna dei Sassi. Il selvaggio, invece, è rimasto colpito dalla carbonaia, ricostruita poco prima della discesa per il Mulino della Riva.

Nella zona del Mulino della Riva l’area è attrezzata per i picnic e sono disponibili delle griglie. Il vicino torrente, protetto dall’ombra degli alberi, invita a una pausa per trovare un po’ di refrigerio alla calura estiva.

Castagne, tigelle e borlenghi

Il Mulino delle Vallecchie, invece, ospita un ristorante in cui gustare gnocco e tigelle accompagnati da salumi, formaggi e l’immancabile pesto modenese. Noi siamo arrivati senza prenotazione. I tavoli erano tutti occupati ma l’oste ci ha preparato dei sostanziosi sacchetti d’asporto. Questo ci ha permesso di gustare il nostro pranzo all’ombra del mulino, a pochi passi dal ruscello che lo alimentava.

Mappa del parco dei sassi di roccamalatina
Mappa del Parco

L’itinerario numero 3 è soltanto uno dei tanti percorsi all’interno del parco. I vari tracciati possono essere consultati sul sito e sulla cartellonistica disponibile in vari punti. Dopo averne letto la descrizione, credo che la prossima volta, prenoteremo l’Itinerario Fantastico delle Guglie.

All’interno del Parco dei Sassi di Roccamalatina, oltre ai due centri visita, ci sono il Museo del Castagno e quello del Borlengo, altra delizia emiliana per chi non teme i grassi. Entrambi si trovano a Zocca (sì, il paese che ha dato i natali a Vasco!).

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